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venerdì 2 dicembre 2011

Museo Hendrik Christian Andersen









Roma, via P.S. Mancini, 20

Il museo Hendrik Christian Andersen, istituto collegato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, conserva oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo dello scultore americano che, per buona parte della sua vita, ha lavorato attorno all’utopia di una grande "Città mondiale": partendo dalle concezioni urbanistiche delle antiche civiltà essa doveva indicare l'approdo alla nuova e moderna città. Il museo si divide tra gli ampi spazi dell’atelier al pian terreno e l’abitazione del primo piano, da lui stesso decorata con stucchi e pitture.

The  museum, part of the Gnam, conserves 200 sculptures of big, medium and small dimension, in bronze and clay by Hendrik Christian Andersen. The American sculptor has mostly worked on the utopia of the “World city”: a town built on the example of the ancient civilization and urbanism. At the ground floor there’s his studio, with large spaces and big windows, while the first floor was his house with his own decoration.

domenica 4 settembre 2011

Roma - Museo Centrale del Risorgimento






Il Museo Centrale del Risorgimento di Roma, ubicato all’interno del Vittoriano, è parte dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e conserva un vasto patrimonio documentario e archivistico a testimonianza della trasformazione politica, economica e sociale dell'Italia nei secoli XVIII, XIX e XX. Queste testimonianze sono costituite da lettere, diari, quadri, sculture, disegni, stampe, armi, cimeli riconducibili ai protagonisti del Risorgimento e delle guerre del secolo scorso. Per maggiori informazioni, http://www.risorgimento.it/

The Central Museum of Risorgimento in Roma, settled in the building of the Vittoriano, is part of  the Institute for the History of the Italian Risorgimento and it conserves a precious archive and art collection on the National transformation in XVIII, XIX and XX centuries. For further information, www.risorgimento.it

venerdì 19 ottobre 2007

Canova e la Venere Vincitrice– Galleria Borghese - Roma

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18 ottobre 2007 – 3 febbraio 2008

L’operazione ideata da Anna Coliva, responsabile della Galleria Borghese di Roma, è un ottimo esempio di come mantenere vivo l’interesse attorno alla collezione permanente di un museo: 10 grandi mostre in dieci anni imperniate su altrettanti capolavori posseduti dalla Galleria. Il 2007 è la volta di Canova, “genio” per cui Giacomo Leopardi nel 1822 lascia Recanati appositamente per farne la conoscenza – senza per altro incontralo poiché lo scultore si trova a Venezia dove muore nell’ottobre dello stesso anno – e che invece nel ‘900 Roberto Longhi definisce, «scultore nato morto» capace solo di «svarioni cimiteriali».
La programmazione a lunga scadenza permette di coinvolgere studiosi competenti che hanno il tempo di mettere mano alle carte apportando alcune novità alla storia dell’arte ed evitando il rischio di una mostra “candy eye”. Si, perché il pericolo nel caso della bella mostra canoviana è quello di lasciarsi affascinare dal ritorno di alcuni pezzi nella loro sede originale o quanto meno in un palazzo tanto amato – e frequentato – dallo scultore. Tornano infatti a Roma pezzi venduti, contro la volontà di Canova stesso, da Camillo Borghese a Napoleone. In un allestimento rispettoso di quella luce fioca che vivifica il marmo come amava lo scultore, la mostra è attenta alla ricostruzione delle diverse fasi esecutive dei capolavori canoviani: dall’idea grafica, al bozzetto in creta (su cui si intravedono le impronte digitali dell’artista) al modello in gesso, sino alla sua realizzazione nel candido marmo di Carrara.

Per ulteriori informazioni si veda: www.canovaelavenerevincitrice.it

The idea by Anna Coliva, Responsible of the Galleria Borghese in Rome, it’s a great example of the way to keep alive the interest on the permanent collection of the museum: 10 important exhibitions on ten Borghese’s masterpieces. The 2007 is the time of Antonio Canova, the “genius” that the poet Giacomo Leopardi would have been met in Rome in 1822 – but the sculptor was in Venice where he dead on the October of the same years – and that on the contrary Roberto Longhi in XX century defined as «sculptor born already dead» capable only of «cemeterial mistakes».
The long time planning of the exhibitions allows to involve quoted researchers who have the time to study the subject and to discover some news in the way that the event goes over a “candy eye” occasion. The risk in fact, in the case of this beautiful exposition, is to be fashinated by the return of some pieces in their original site or anyway in a palace really beloved – and visited – by the sculptor. Some sculptures, sold to Napoleon by Camillo Borghese, have come back in Rome. In a setting very respecting of the soft light that exalts the marble as recommended by the sculptor, the exhibition is really awake in the reconstruction of the different phases of the creation: from the graphical idea, to the clay model (on which it’s possible to see the fingerprint of the artist) to the plaster, till the end in the candid Carrara marble.


For further informations:  www.canovaelavenerevincitrice.it

domenica 13 maggio 2007

Monumento a Metastasio – Emilio Gallori


1882-86
marmo di Carrara
Roma, piazza della Chiesa Nuova

Il monumento al poeta romano Pietro Metastasio (1698-1782) venne inaugurato il 20 aprile 1886 in piazza San Silvestro, per essere poi trasferito nel 1910 nell’attuale collocazione. L’opera è di Emilio Gallori (1907-1976) che nella Roma del 1886 è astro in ascesa dopo essersi aggiudicato il concorso per il Garibaldi del Gianicolo. Gallori è attento e spregiudicato nella ricostruzione dei costumi sin dal 1873 quando sconcerta l’Esposizione di Vienna con il Nerone vestito da donna. Metastasio rivela un’“idea” di Settecento, fatta di lazzi e merletti, poco distante dal Goldoni veneziano di Dal Zotto (1883).

giovedì 3 maggio 2007

Fedeltà allo statuto – Giuseppe Romagnoli

Roma, Romagnoli, ponte.jpg Roma, ponte vitt Emanuele, Romagnoli, fedeltà allo statuto, bozzetto.jpg
1910
marmo di Carrara
Roma, ponte Vittorio Emanuele II

La Fedeltà allo Statuto del titolo è sintetizzata dal gruppo di massicce figure protese verso la fiaccola della legge. Dopo una formazione bolognese, Romagnoli (1872-1966) ha modo di confrontarsi con i grandi modelli dell’antico durante gli anni del pensionato romano (1892-96) ma dall’inizio del secolo è senza dubbio Leonardo Bistolfi il modello di riferimento, evidente nel rapporto tra panneggio e torsione dei corpi.

Trionfo politico – Giovanni Nicolini

Roma, Nicolini, intero di lato.jpg Roma, Nicolini, trionfo politico, bozzetto per blog.jpg
1911
marmo di Carrara
firmato “G.NICOLINI”

Roma, ponte Vittorio Emanuele II

Lo scultore palermitano (1872-1890) è anche l’autore della Calabria (1907) e del Trionfo della politica (1911) per il monumento a Vittorio Emanuele, bozzetto quest’ultimo che poi utilizza anche per il ponte omonimo.

Valore militare – Italo Orlando Griselli

Roma, Griselli, valore militare, 1910,  Vitt Em.jpg Roma, Griselli, valore militare, 1910, bozzetto per ponte Vitt Em.jpg

1909-10
marmo di Carrara
Roma, ponte Vittorio Emanuele II

Italo Orlando Griselli (1880-1958) si forma all’Accademia di Firenze e già a ventisette anni appone la propria firma al gruppo La Toscana per l’Altare della Patria di Roma. Nel 1909 presenta il Valore militare poi utilizzato anche per il ponte Vittorio Emanuele II. L’iconografia è alquanto immediata: una figura armata – il Valore militare appunto – protegge sotto la scorta delle proprie armi una famiglia e altre figure tenute appositamente nude, sia per rappresentare la necessità di protezione sia per dimostrare la propria abilità nelle modellazione del corpo.

giovedì 26 aprile 2007

Padre della Patria - Cesare Reduzzi

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1910
marmo di Carrara
Roma, Ponte Vittorio Emanuele II
Firmato “C.REDUZZI”

Il gruppo rimanda alla drammatica inondazione del 28 dicembre 1870, poco dopo la breccia di Porta Pia; non a caso infatti il bozzetto venne presentato al concorso per il Ponte Vittorio Emanuele con il sottotitolo l’Innondazione di Roma e uno dei personaggi mostra un cartiglio con la data incisa. Il Padre della Patria è naturalmente il Monarca che anche nel ‘70 accorse immediatamente sul luogo della tragedia.
Reduzzi (Torino, 1859-1912) mostra ancora un forte debito con O. Tabacchi, suo maestro all’Accademia Albertina di Torino, nonché l’imprescindibile rimando a L. Bistolfi nella modellazione e nella contorsione dei corpi, ancora più evidente nel bozzetto che nel marmo dfinitivo.

mercoledì 18 aprile 2007

Monumento a Giuseppe Garibaldi – Emilio Gallori

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1883, inaugurato però il 20 settembre 1895
bronzo
Roma, Gianicolo

Nel 1883 Emilio Gallori (1846-1924) vince il concorso per il monumento a Giuseppe Garibaldi di Roma. È un progetto complesso che vedrà infatti la luce solamente dodici anni più tardi. L’eroe indossa poncho e cappello, appare sereno in sella a un cavallo immobile; è indubbiamente un Garibaldi post-unitario, non più battagliero ma vigilante. Il tono pacato e per nulla trionfalistico del monumento equestre bilancia la concitazione dei gruppi allegorici del basamento: sul lato frontale il Luciano Manara e i suoi bersaglieri all’assalto, a nord l’America, sul lato posteriore la Battaglia di Calatafimi e il leone di Caprera e naturalmente il gruppo con l’Italia e Roma.