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lunedì 19 marzo 2007
Monumento ai caduti di San Luca – Annibale De Lotto
1922
marmo di Carrara
Venezia, chiesa di S. Luca
Firmato sulla lapide, “A DE LOTTO”
Anche la parrocchia di San Luca ricorda i propri caduti e nel 1922 affida ad A. De Lotto la realizzazione di una lapide commemorativa che egli risolve secondo modalità piuttosto convenzionali. Il bassorilievo infatti presenta un angelo intento a porre un ramo di olivo – simbolo di resurrezione - sul corpo riverso di un giovane caduto in battaglia. Nell’Archivio Storico di Venezia esiste il progetto della lapide che mostra come, in una prima ipotesi, essa fosse più ricca di dettagli ornamentali.
Also the San Luca church, in 1922, entrusted Annibale De Lotto to realize a memorial to its own soldiers.
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venerdì 7 luglio 2006
Monumento ai Caduti (San Geremia, Venezia) - Giovanni Rossi

Giovanni Rossi
1922
bronzo
Parrocchia di San Geremia, Venezia
Il monumento è dedicato dai parrocchiani di San Geremia ai propri scomparsi nella prima guerra mondiale. Come il bronzo di Carlo Senigallia in via Garibaldi (Venezia) anche questa figura allegorica che regge la fiamma dell’eternità mostra forme sinuose ancora debitrici dello stile di L. Bistolfi.
Bibliografia: Stringa, in Arte e Stato, 1997, p.107
The monument is dedicated by the San Geremia parishioners to their disappeareds in WWI. As it is in the bronze by Carlo Senigallia in via Garibaldi (Venice), also this allegoric figure holding the flame of the eternity shows sinuous shapes which refer to the L. Bistolfi style.
Bibliography: Stringa, in Arte e Stato, 1997, p.107
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giovedì 6 luglio 2006
Monumento Bonifacio - Francesco Modena

Francesco Modena
1928
marmo e bronzo
firmato “F. Modena” sotto l’angelo di destra
Cimitero di San Michele in Isola, Venezia
Il monumento Bonifacio è tripartito: presenta un Cristo centrale e due angeli laterali. Francesco Modena, scultore veronese, mostra un aggiornamento rispetto alle proposte delle Biennali veneziane, evento a cui egli stesso partecipa nel 1907 e poi nel 1938. Il Cristo indossa infatti una veste rigonfia memore del famoso Cristo che cammina sulle acque che Leonardo Bistolfi presenta nel 1905 e che - oltre alla copia del giardino di Villa Simens Contarini a Piazzola sul Brenta - continua a riproporre sul mercato sino alla fine degli anni venti.
Bibliografia: “Gazzetta di Venezia”, 1 novembre 1928; Meneghin, 1962, p.136; Beltrami, 2005.
The Bonifacio Monument is three-parted: it represents a Christ in central postion with to angel on the sides. Francesco Modena, a sculptor from the city of Verona, shows an updated compared to the proposals from the Venice Biennales, where he partecipated in 1907 and 1908. The Christ, indeed, wears a bulging tunic who calls to mind the famous "Christ walking on the water" which was made by Leonardo Bistolfi in 1905 and presented again - apart from the copy which is in Villa Simens Contarini gardens in Piazzola sul Brenta - several times on the market until the end of the twenties.
Bibliography: “Gazzetta di Venezia”, nov. 1st, 1928; Meneghin, 1962, p.136; Beltrami, 2005.
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Monumento Agarinis - Annibale De Lotto

Annibale De Lotto
1907-1908
marmo
firmata “A. DE LOTTO” in basso a destra.
Cimitero di S. Michele in Isola, Venezia
Nel 1908 Annibale De Lotto si sta confermando come uno dei protagonisti del cimitero. Lo scultore si esprime ancora con un linguaggio a cavallo tra il retaggio simbolista e la solida formazione accademica: alcune leziosità simboliste si avvertono nel gesto della donna che si solleva l’abito e nelle rose vicine allo sfiorire; mentre sul volto affiora la modellazione salda e canonica della scuola veneziana.
Bibliografia: “Il Gazzettino”, 1 novembre 1908; “Gazzetta di Venezia”, 2 novembre 1908; De Grassi, 2003, p.134; Beltrami, 2005.
In 1908 Annibale De Lotto is among the protagonists of the cemetery sculpture. He expresses again his art with a language which is influenced both by the symbolism and by his solid academic education: some symbolistic gestures can be read in the act of lifting up the dress of the woman and in the roses which are withering, while the canonic and firm modelling - typical to the Venetian School - comes out on the face.
Bibliography: “Il Gazzettino”, 1 novembre 1908; “Gazzetta di Venezia”, 2 novembre 1908; De Grassi, 2003, p.134; Beltrami, 2005.
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