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martedì 12 luglio 2011

Bergamo, monumento a Vittorio Emanuele II




Luigi Pagani e Francesco Barzaghi
1884
marmo
Bergamo, Piazza Matteotti
Inaugurato il 22 ottobre 1884 il monumento presenta il Re stante su un piedistallo, protetto da due temibili leoni:  il gruppo rappresenta il frutto della collaborazione tra Barzaghi, avvezzo alla celebrazione del monarca – suoi infatti i Vittorio Emanuele di Lodi e Genova – e lo scultore bergamasco Luigi Pagani.
The monument to Vittorio Emanuele II in Bergamo has been inaugurated on the 22th October 1884, the king is standing on a basement protected by two lions: the group is the result of the collaboration between Barzaghi, used to this kind of monuments (as in Lodi and Genova) and Luigi Pagani, sculptor born in Bergamo.

venerdì 19 ottobre 2007

Canova e la Venere Vincitrice– Galleria Borghese - Roma

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18 ottobre 2007 – 3 febbraio 2008

L’operazione ideata da Anna Coliva, responsabile della Galleria Borghese di Roma, è un ottimo esempio di come mantenere vivo l’interesse attorno alla collezione permanente di un museo: 10 grandi mostre in dieci anni imperniate su altrettanti capolavori posseduti dalla Galleria. Il 2007 è la volta di Canova, “genio” per cui Giacomo Leopardi nel 1822 lascia Recanati appositamente per farne la conoscenza – senza per altro incontralo poiché lo scultore si trova a Venezia dove muore nell’ottobre dello stesso anno – e che invece nel ‘900 Roberto Longhi definisce, «scultore nato morto» capace solo di «svarioni cimiteriali».
La programmazione a lunga scadenza permette di coinvolgere studiosi competenti che hanno il tempo di mettere mano alle carte apportando alcune novità alla storia dell’arte ed evitando il rischio di una mostra “candy eye”. Si, perché il pericolo nel caso della bella mostra canoviana è quello di lasciarsi affascinare dal ritorno di alcuni pezzi nella loro sede originale o quanto meno in un palazzo tanto amato – e frequentato – dallo scultore. Tornano infatti a Roma pezzi venduti, contro la volontà di Canova stesso, da Camillo Borghese a Napoleone. In un allestimento rispettoso di quella luce fioca che vivifica il marmo come amava lo scultore, la mostra è attenta alla ricostruzione delle diverse fasi esecutive dei capolavori canoviani: dall’idea grafica, al bozzetto in creta (su cui si intravedono le impronte digitali dell’artista) al modello in gesso, sino alla sua realizzazione nel candido marmo di Carrara.

Per ulteriori informazioni si veda: www.canovaelavenerevincitrice.it

The idea by Anna Coliva, Responsible of the Galleria Borghese in Rome, it’s a great example of the way to keep alive the interest on the permanent collection of the museum: 10 important exhibitions on ten Borghese’s masterpieces. The 2007 is the time of Antonio Canova, the “genius” that the poet Giacomo Leopardi would have been met in Rome in 1822 – but the sculptor was in Venice where he dead on the October of the same years – and that on the contrary Roberto Longhi in XX century defined as «sculptor born already dead» capable only of «cemeterial mistakes».
The long time planning of the exhibitions allows to involve quoted researchers who have the time to study the subject and to discover some news in the way that the event goes over a “candy eye” occasion. The risk in fact, in the case of this beautiful exposition, is to be fashinated by the return of some pieces in their original site or anyway in a palace really beloved – and visited – by the sculptor. Some sculptures, sold to Napoleon by Camillo Borghese, have come back in Rome. In a setting very respecting of the soft light that exalts the marble as recommended by the sculptor, the exhibition is really awake in the reconstruction of the different phases of the creation: from the graphical idea, to the clay model (on which it’s possible to see the fingerprint of the artist) to the plaster, till the end in the candid Carrara marble.


For further informations:  www.canovaelavenerevincitrice.it

lunedì 19 marzo 2007

Monumento ai caduti di San Luca – Annibale De Lotto



1922
marmo di Carrara
Venezia, chiesa di S. Luca
Firmato sulla lapide, “A DE LOTTO”

Anche la parrocchia di San Luca ricorda i propri caduti e nel 1922 affida ad A. De Lotto la realizzazione di una lapide commemorativa che egli risolve secondo modalità piuttosto convenzionali. Il bassorilievo infatti presenta un angelo intento a porre un ramo di olivo – simbolo di resurrezione - sul corpo riverso di un giovane caduto in battaglia. Nell’Archivio Storico di Venezia esiste il progetto della lapide che mostra come, in una prima ipotesi, essa fosse più ricca di dettagli ornamentali.

Also the San Luca church, in 1922, entrusted Annibale De Lotto to realize a memorial to its own soldiers.

giovedì 6 luglio 2006

Monumento Agarinis - Annibale De Lotto

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Annibale De Lotto
1907-1908
marmo
firmata “A. DE LOTTO” in basso a destra.
Cimitero di S. Michele in Isola, Venezia

Nel 1908 Annibale De Lotto si sta confermando come uno dei protagonisti del cimitero. Lo scultore si esprime ancora con un linguaggio a cavallo tra il retaggio simbolista e la solida formazione accademica: alcune leziosità simboliste si avvertono nel gesto della donna che si solleva l’abito e nelle rose vicine allo sfiorire; mentre sul volto affiora la modellazione salda e canonica della scuola veneziana.

Bibliografia: “Il Gazzettino”, 1 novembre 1908; “Gazzetta di Venezia”, 2 novembre 1908; De Grassi, 2003, p.134; Beltrami, 2005.

In 1908 Annibale De Lotto is among the protagonists of the cemetery sculpture. He expresses again his art with a language which is influenced both by the symbolism and by his solid academic education: some symbolistic gestures can be read in the act of lifting up the dress of the woman and in the roses which are withering, while the canonic and firm modelling - typical to the Venetian School - comes out on the face.

Bibliography: “Il Gazzettino”, 1 novembre 1908; “Gazzetta di Venezia”, 2 novembre 1908; De Grassi, 2003, p.134; Beltrami, 2005.