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domenica 6 dicembre 2015

Picasso mania


Picasso mania


Picasso, 1915

Miguel Barcelo



Picasso, Vaso ovoidale/testa di donna

Romuald Hazoume

Picasso, 1921

Jeff Koons

Roy Lichtenstein

Thomas Houseago

Maurizio Cattelan

fino al 29 febbraio 2016
Parigi, Grand Palais

Picasso mania è una bella mostra che, oltre a mettere insieme cento opere del genio spagnolo, tendenzialmente per gruppi tematici, interroga le generazioni successive sul rapporto intessuto con l’opera picassiana.

Picasso mania is a beautiful exhibition that presents 100 works by the Spanish genius, in general for thematic sections. But although it shows the traces of the Picasso production in the following generations.



venerdì 4 settembre 2009

OPEN 12 – I

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venezia, open 2009 davide vivaldi
venezia, open 2009 giacomo lion
venezia, open 2009 laura guerinoni conchiglia 1
venezia, open 2009 laura guerinoni conchiglia

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venezia, open 2009 luca freschi bambola
venezia, open 2009 matteo lucca 1
venezia, open 2009 matteo lucca
venezia, open 2009 lucio terenzi
fino al 4 ottobre 2009
Venezia, Lido e Isola di San Servolo

Giunta alla dodicesima edizione Open, collettiva internazionale di scultura en plein air, ha ulteriormente ampliato i suoi confini tanto da raggiungere per la seconda volta anche San Servolo. Tra i sentieri dell’isola s’incontra l’imbronciato Borderline di Davide Vivaldi, le bambole in terracotta policroma di Luca Freschi, le fioriture di corda di Laura Guerinoni (Conchiglia, 2009) e le lenzuola in nylon di Giacomo Lion. Open si conferma anche una vetrina per i più giovani come il bolognese Matteo Lucca e la sua elegante installazione di stracci (Il nido di Lula). Il file rouge tra le opere resta sempre la componente del faber, l’imprescindibile legame con la téchne.

Open is now at his 12th edition, the international collective exhibition of sculpture en plein air has now reaches also San Servolo. In the paths of the island you can meet the sad Bordeline by Davide Vivaldi, the dools by Luca Freschi, the flowers on string by Laura Guerinoni (Conchiglia, 2009) and nylon sheets by Giacomo Lion. Open has always been also an occasion for young artists as Matteo Lucca from the Bologna Academy who has realized an elegant installation of cloths (Il nido di Lula). The file rouge between all the works is always the aspect of the faber and the téchne.

mercoledì 5 agosto 2009

Divano Orientale-Occidentale: Arte contemporanea dall’Afganistan, Iran e Pakistan

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fino al 30 settembre 2009
Venezia, Scuola Grande della Misericordia

La mostra allestita al primo piano della Scuola Grande della Misericordia – e a latere della 53esima Biennale di Venezia - ha il pregio di svelare la faccia creativa di paesi spesso bollati come culla del terrorismo internazionale. I dieci artisti selezionati infatti partono dalla tradizione di ciascun paese, ragione di molte opere legate alla calligrafia, alla miniatura, alla decorazione delle sete ... e mostrano la vivacità del panorama artistico mediorientale.
Non è casuale la citazione del titolo che si rifà alla collezione di poesie di Goethe che, ispirata proprio dal poeta persiano Hafez, è il manifesto di una possibile quanto fruttuosa commistione culturale.

The exhibition organized at the first floor of the Scuola Grande della Misericordia in Venice – collateral event of the 53th Venice Biennale – is able to show the creative face of some nations know only as cradle of the international terrorism. The ten selected artists in fact look at their own tradition – that’s the reason for works linked with calligraphy, miniature, silk decoration... – to presents a new vision of the cultural situation of the Middle Eastern zone.

 

domenica 19 luglio 2009

Interior Landscape – Mona Hatoum

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fino al 20 settembre 2009
Venezia, Fondazione Querini Stampalia

I Paesaggi Interiori di Mona Hatoum sono profonde quanto sottili riflessioni sulla storia del suo paese: nata a Beirut ma costretta all’esilio dal 1975 l’artista ricorre a una maquette in gesso per un ragionamento sul concetto classico di monumento, edifica perfette gabbie in filo spinato, appoggia a terra rosari che inanellano palle di cannone e costruisce un mondo i cui confini sono percorsi dall’alta tensione. Tra opere già note e altre site specific, come il diorama di soldati, la mostra è capace di splendide metafore sulla situazione politica mediorientale.

The Interior Landscape by Mona Hatoum have as deep as sharp thoughts on the history of Libano: born in Beirut but forced to the exile from 1975, she uses a plaster maquette for a reasoning on the classical concept of monument, she realizes a perfect cage by barbed wire, she leans a big rosary made by cannonballs and she built a word with lethal electric limits. Between works already seen and other site specifics, as the diorama of the soldier, the exhibition is capable of beautiful metaphors on the political middle-eastern situation.

sabato 30 maggio 2009

Robert Rauschenberg. Gluts

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fino al 20 settembre 2009
Venezia, Peggy Guggenheim Collection

I glut, letteralmente eccesso ma anche saturazione, sono le splendide sculture create da Robert Rauschenberg assemblando e manipolando gli oggetti più disparati, principalmente resti industriali. Mantenendo sempre alta la sensibilità cromatica, nonché estetica, l’artista statunitense ha dato autonomia tridimensionale ai suoi combine, sia nei gluts appesi alle pareti che a quelli che si “reggono sulle proprie gambe”, come il ventilatore accartocciato o la bicicletta rovesciata. Per maggiori informazioni: www.guggenheim-venice.it

The gluts, literary surfeit but also saturation, are the great sculptures created by Robert Rauschenberg who has assembled and manipulated the most different objects, mainly industrial rests. Keeping the usual high chromatic sensibility, as well as esthetical, the American artist has transformed his combines, both in the gluts still handled on the wall than in which are able to stands on his own legs, as the blower or the bike. For further information, www.guggenheim-venice.it

mercoledì 13 maggio 2009

Il ritorno di Napoleone. Il gesso di Canova a Brera restaurato

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fino al 31 dicembre 2009
Milano, Pinacoteca di Brera

Il gesso del colossale Napoleone in veste di Marte Pacificatore è una commissione di Eugène de Beauharnais che ne ammirò il marmo - oggi a Londra (1803-1806, Apsley House) - nello studio romano di Canova. Nel 1808 Antonio Canova ne licenziò ben cinque calchi, tra cui il gesso riportato oggi al suo splendore dalle cure di Matteo Ceriana e che permette un confronto quasi frontale con la versione in bronzo nel cortile di Brera. Per maggiori informazioni: www.brera.beniculturali.it

The great plaster of Napoleon as Mars is was ordered by Eugène de Beauharnais who saw the marble version – now in London (1803-1806, Apsley House) – in the Roman atelier of Canova. In 1808 the sculptor realized five versions of the plaster and one of them has been recently restored by Matteo Ceriana so it allows a directly comparison between the bronze in the Brera court. For further information: www.brera.beniculturali.it

venerdì 3 aprile 2009

Anthony McCall. Breath. The Vertical Works

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fino al 21 giugno 2009
Milano, Hangar Bicocca

Tenendo presente l’assioma per cui “scultura è tutto ciò che occupa spazio” allora anche il vuoto diventa materia plasmabile, come nel caso della bella mostra di Anthony McCall che impiega la luce per creare coni verticali, sinuosi come stoffe. I solid light films dell’artista inglese sono il risultato della contaminazione tra installazione, performance, film e scultura.
Per maggiori informazioni,  www.hangarbicocca.it  e http://www.anthonymccall.com/

If we keep the axiom that “sculpture is everything needs space” also the void is matter that can be modelled, as in the case of the amazing exhibition by Anthony McCall who use the light to create vertical cones, sinuous as stuff. The solid light films by the British artist are the result of the contamination between installation, performance, film and sculpture.
For further information, www.hangarbicocca.it  and http://www.anthonymccall.com/

venerdì 6 marzo 2009

Roberto Capucci a Palazzo Fortuny

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fino al 4 maggio 2009
Venezia, Palazzo Fortuny

La casa atelier di Mariano Fortuny ospita trenta creazioni di Roberto Capucci: dai pezzi storici del 1978 a un abito da sposa realizzato nel 2009 appositamente per la mostra veneziana. Gli abiti-scultura di Cappucci mirano sempre al superamento dei limiti fisici, il tessuto sfida la gravità e assume dimensioni impossibili. Affiancano gli abiti due grandi cahier del Maestro e alcuni gioielli-scultura di Vhernier. Per maggiori informazioni sull’artista www.fondazionecapucci.it e sulla mostra www.museiciviciveneziani.it.

The house atelier of Mariano Fortuny is hosting 30 creations by Roberto Capucci: from the historical pieces of the 1978 till the last red wedding dress that has been realized specifically for the exhibition. The sculpture-dresses by Capucci aim to go over the physical limits, the fabric dares the gravity and takes impossible dimensions. Besides the dresses the exhibition presents some sketches and some jewel-sculptures by Vhernier. For further information on the artist  www.fondazionecapucci.it and on the exhibition www.museiciviciveneziani.it.