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giovedì 23 ottobre 2008

Con docile incanto. Edoardo Rubino. Opere 1898-1928


fino al 29 novembre
Torino, Galleria Weber & Weber, via S. Tommaso, 5


Vorrei segnalarvi la mostra che la Galleria Weber & Weber dedica a E. Rubino. Sulla scia della suggestione di Francesco Sapori - Con docile incanto - , la mostra offre l’occasione di ammirare alcuni bronzi e pezzi inediti dello scultore torinese.

I’d like to signal the exhibition on Edgardo Rubino in the Weber & Weber Gallery. On the F. Sapori’s suggestion - Con docile incanto -, it offers the occasion to admire some bronzes and unknown pieces by the Turin sculptor.

sabato 8 marzo 2008

Monumento a Carlo di Robilant – Giovanni Ginotti


1895-97
bronzo
Torino, giardini di piazza Cavour

Il 27 maggio 1900 venne inaugurato il monumento a Carlo di Robilant (1826-1888), ufficiale e ambasciatore della corte sabauda,  affidato dai torinesi a Giovanni Ginotti (1845-1897). Al vivace ritratto di Robilant è associata un’allegoria che così fasciata nelle sue forme conferma quel verismo venato di sensualità per cui fu celebre lo scultore. (Cfr. anche post de La petroliera)

On the 27th May 1900 the monument to Carlo di Robilant (1826-1888) was inaugurated in Turin, he was an official and ambassador of the Savoia’s court, and the monument was entrust to Giovanni Ginotti (1845-1897). The allegory, associated to the vivid portrait of Robilant, with its copious forms, confirms a sort of sensual Verism that was typical for the sculptor. (See The petroliera’s post)

venerdì 3 agosto 2007

Dante Alighieri - Vincenzo Vela


1865c.
Marmo di Carrara
Torino, Gam

La Galleria d’Arte Moderna di Torino conserva il frammento della testa del monumento a Dante che Vincenzo Vela (1820-1891) realizza per la città di Padova (cfr. post) nel 1865.
L’espressione sconfortata del sommo poeta è stata anche interpretata come metafora della situazione politica italiana negli anni in cui si consolidava l’Unità.

The Galleria of Modern Art in Turin has the head fragment of the Dante’s monument that Vincenzo Vela has realized for Padua (see the post) in 1865.
The unsaid expression of the great Poet has also been read as a metaphor of the Italian political situation during the years in which the National Unity was consolidating.

giovedì 2 agosto 2007

Ritratto di un fanciullo – Odoardo Tabacchi


1875
Marmo
Torino, Gam

Quando Tabacchi (1831-1905) espone Ritratto di un fanciullo alla Promotrice di Torino del 1875 è già da nove anni il titolare della cattedra di scultura all’Accademia Albertina. Il fanciullo indossa un dettagliatissmo costume scozzese che ha naturalmente grande presa sul pubblico per la sua vicinanza con la scultura di genere.

When Tabacchi (1831-1905) presents Ritratto di fanciullo at the Turin Promotrice in 1875 he’s already from 9 years the tenured of the sculpture class at the Albertina Academy. The young boy is wearing a very detailed Scottish dress that has of course great catch on the public for his similarity to the “scultura di genere”.

martedì 10 luglio 2007

Monumento a Daniele Manin – Vincenzo Vela



1861
marmo
Torino, aiuola Balbo

La versione torinese del monumento all’eroe dell’indipendenza veneziana è affidato a Vincenzo Vela – che per altro partecipò anche al concorso veneziano -  ed è svelato nel 1861 raccogliendo generali consensi e una riproduzione ne “L’Illustrazione Universale”.
Il gruppo presenta una Italia fiera che con la destra mostra la palma del martirio e con la sinistra sostiene un tondo a bassorilievo col ritratto di Manin.

The Turin version of the monument to the Venetian hero has been committed to Vincenzo Vela – who had also taken part to the Venetian concourse – and it has unveiled it on the 1861 in a situation of general agreement and obtaining also the graphic reproduction in the “Illustrazione Universale”.
The group presents a pride Italy that with the right hand shows the martyrdom palm and with the other bears an oval with the low relief of the Manin’s portrait.

lunedì 9 luglio 2007

Monumento a Vittorio Emanuele I – Giuseppe Gaggini



1885
marmo
Torino, Gran Madre di Dio

Il ritratto di Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824) venne commissionato da Carlo Alberto direttamente a Giuseppe Gaggini (1791-1867) senza precise indicazioni. Solo nel 1869, il nipote dello scultore scomparso due anni prima, propose il collocamento dell’opera di fronte al Tempio della Gran Madre, sopra un basamento che riportasse in bronzo tutti gli stemmi di casa Savoia. L’effettiva collocazione avvenne però solo nel 1885, con un gap temporale che non influì certo positivamente sull’equilibrio complessivo del monumento che resta in ogni caso uno degli emblemi della città, ripreso anche da Enrico Reycend (1855-1928) in Lungo il Po (1882 c., Gam, Torino).

The portrait of Vittorio Emanuele I of Savoia (1759-1824) has been ordered by Carlo Alberto directly to Giuseppe Gaggini (1791-1867) without precise indications. Only in 1869, the sculptor’s nephew suggested to collocate the monument in front of the Gran Madre Temple, on a high basement with all the Savoia bronze symbols. The monument had really placed only in 1885, with a distance in time that hadn’t a positive influence on the complex balance. Anyway it’s still today one of the city emblem and it has been reported also by Enrico Reycend (1855-1928) in Lungo il Po (1882 c., Gam, Torino).

Monumento a Vittorio Emanuele II – Pietro Costa






1899
bronzo e granito di Baveno
Torino, Largo Vittorio Emanuele

All’indomani della scomparsa di Vittorio Emanuele II (1820-1878) Torino apre il concorso per la realizzazione di un grande monumento al monarca. Nel febbraio del 1879 i torinesi sono chiamati a giudicare i bozzetti presentati e – non senza complicazioni – viene eletto quello di Pietro Costa (1849-1901), scultore genovese già autore del Mazzini nella propria città. La mole del monumento procrastina la data d’inaugurazione sino al 19 settembre 1899 quando Camillo Boito descrive il fiero monarca «che fissa il nemico, la mano vigorosa, che impugna una spada scintillante, il petto ampio, pronto a sostenere la lotta».
Esso è senza dubbio uno dei monumenti più imponenti d’Italia: è organizzato su quattro colonne di Baveno che sostengono un dado sormontato da un “morbido” tappeto in bronzo e dal ritratto del monarca. La base si completa dalle figure della Pace, dell’Indipendenza e della Libertà non senza gli imprescindibili stemmi sabaudi.

Immediatly after the death of Vittorio Emanuele II (1820-1878), Torino opens a concourse to realize a great monument to the King. On the February 1879 the Turin citizens has been called to judge the models and the preference goes to the one by Pietro Costa (1849-1901) the sculptor from Genoa, also author of the Mazzini in his own town. The dimension compels to retard the inauguration till the 19 of September 1899 when Camillo Boito describes the King as pride «who is staring at the enemy, with strong hand, he’s claspering a brigth sword, the large chest, ready to fight».
It’s without doubt one of the most massive monument in Italy: it’s organized on 4 Baveno marble columns with a dice on the top, that has covered by a “soft” bronze carpet and over all the King’s portrait. The base has completed by the figures of the Peace, the Independence, the Freedom and the usual Savoia symbols.

lunedì 2 luglio 2007

Monumento a Pietro Paleocapa – Odoardo Tabacchi





1871
marmo
Torino, piazza Paleocapa

La sottoscrizione per un monumento a P. Paleocapa parte all’indomani della scomparsa del ministro (1869) e la cifra raggiunta è tale da bastare sia per il ricordo torinese che per quello veneziano. L’inaugurazione – 18 settembre 1871 – coincise con l’apertura del traforo del Cenisio opera che proprio il Paleocapa aveva caldamente sostenuto. O. Tabacchi (1831-1905) dopo la lezione braidense di Sangiorgio e Magni e due anni di pensionato a Roma (1851-1853) ottiene la cattedra di scultura dell’Accademia Albertina di Torino e alla fine degli anni sessanta si aggiudica l’incarico per il Paleocapa che ritrae in abiti quotidiani senza però affievolire la fierezza di un uomo immortalato all’apice della propria carriera.

The signing for a monument to P. Paleocapa starts already the day after the Minister’s death (1869) and the fund that was raised was sufficient not only for the Turin monument but also for the Venetian one. The inauguration – 18 September 1871 - coincided with the opening of the Cenisio’s gallery, enterprise strongly promoted by Paleocapa. O. Tabacchi (1831-1905) after his studies in Brera Academy with Sangiorgio and Magni and after his Roman Prize (1851-1853) gains the Sculpture Chair in the Accademia Abertina in Turin and at the end of the ‘60s he obtains the Paleocapa’s assignment who he has represented in his all-day dresses with the entire pride of a man at the apex of his carrer.

mercoledì 20 giugno 2007

Monumento a Carlo Alberto di Savoia – Carlo Marocchetti




1861
bronzo
Torino, piazza Carlo Alberto

L’idea di un monumento a Carlo Alberto risale in realtà al 1847 a seguito dell’entusiasmo suscitato dalla concessione dello Statuto; le vicende del 1848 ne rallentano però le sottoscrizioni che, tra le polemiche, si trascinano sino al 1856 quando, anche per intervento di Cavour, il Carlo Alberto viene collocato dietro Palazzo Carignano. Marocchetti (Torino 1807 – Parigi 1867) firma il contratto accollandosi anche la responsabilità del controllo sulla fusione e il gruppo è inaugurato nel 1861, non senza alcune modifiche. La figura della Carità è infatti sostituita con quella dell’Indipendenza (difesa da Carlo Alberto nel 1848); la Fede è trasformata in un Martirio (alludendo all’esilio del re) e infine vengono aggiunti quattro massicci soldati in bronzo ai quattro estremi del basamento: un Bersagliere, un Artigliere, un Lanciere e un Granatiere. Aggiunta che ha implicato un doppio basamento a discapito dell’armonia compositiva del gruppo.

The idea of a monument dedicated to Carlo Alberto exists already from the 1847 due to the enthusiasm for the concession of the Italian Statuto; but the happenings of the 1848 and some polemics have slowed the funds raising for the monument, so only in the 1856 – also thanks to the Cavour’s interest – they decide to place the Carlo Alberto behind the Carignano Palace. Marochetti sings the contract also accepting the responsibility to follow the fusion of the bronze; and finally the monument has inaugurated in the 1861, but with some changes. The allegory of the Charity has in fact replaced by the Indipendance, the Faith becames a Marthyr and 4 massive soldiers have been collocated at the 4 monument edges.

venerdì 15 giugno 2007

Monumento all’Alfiere dell’Esercito Sardo – Vincenzo Vela







1859
marmo
Torino, piazza Castello

Il monumento nasce dalla volontà dei milanesi di ricordare le tragiche vicende del 1848 che coinvolsero in prima persona anche Carlo Clerici, promotore dell’opera e amico di Vincenzo Vela (1821-1891).
L’esercito è simboleggiato da un Alfiere che tiene nella mano sinistra il tricolore e nella destra brandisce la spada per difenderlo. Nel 1857 l’opera viene approvata dal Municipio di Torino e la "Gazzetta del Popolo" gli dedica un supplemento di tre pagine e uno schizzo dell’Alfiere. Il gruppo viene però inaugurato solamente il 10 aprile 1859, pochi giorni prima dell’invasione della Lombardia di Vittorio Emanuele II. La stessa collocazione in piazza Castello – attiguo al palazzo del Re – ribadisce l’unione di piemontesi e milanesi nella lotta all’invasore austriaco.